Scultura
Trubbiani

Valeriano Trubbiani nasce a Villa Potenza, Macerata, nel 1937 e attualmente risiede ad Ancona. La sua formazione artistica inizia presso l’Istituto d’Arte di Macerata e prosegue a Roma alla fine degli anni ’50, dove frequenta la scuola di nudo presso l’Accademia di Belle Arti.

L’esperienza presso l’officina del padre fabbro e il legame con il mondo contadino, combinati con la sua fervida immaginazione, influenzano profondamente la sua arte, portandolo a creare opere scultoree definite “bellico-rurali”, che mescolano elementi di guerra e vita agricola.

A partire dalla fine degli anni ’60, nelle sue opere emerge il tema dei bestiari, in cui animali fantastici si intrecciano con elementi umani, architettura classica e rinascimentale. Trubbiani si distingue non solo per le sue sculture ma anche per la realizzazione di pirografie, incisioni e disegni, come dimostra il corpus di opere esposte a Falconara.

Una tappa significativa della sua carriera è la collaborazione con Federico Fellini per le scenografie del film E la nave va (1983). Le sue opere trovano spazio in numerosi musei prestigiosi, sia in Italia che all’estero, consolidando la sua fama come uno degli artisti marchigiani più rappresentativi del panorama contemporaneo.

La scultura raffigurata è un esempio straordinario del suo stile unico, caratterizzato da simbolismi profondi e da un’estetica potente. L’opera ritrae un gruppo di uccelli intrecciati a catene, dove il movimento verso l’alto simboleggia la lotta per la libertà e la trascendenza. Le catene rappresentano i vincoli, ma anche il superamento degli ostacoli, mentre gli uccelli in volo incarnano la speranza, la forza e la rinascita. Realizzata con materiali metallici, l’opera unisce natura, storia e narrazione contemporanea, rappresentando perfettamente il dialogo tra tradizione e modernità.